Colonna vertebrale, il futuro è la neurochirurgia

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Non sarà più necessario spostarsi in altre provincie o addirittura in altre regioni per curare i piccoli e grandi traumi della colonna vertebrale. La Clinica Santa Rita, infatti, ha inaugurato un nuovo gruppo di lavoro, all’interno del suo staff, guidato dal dottor Musso che si occuperà di tutte le principali patologie di interesse neurochirurgico sia craniche che spinali. Una nuova sfida colta dal Presidente della struttura atripaldese, il prof. Walter Taccone, al fine di ampliare l’offerta sanitaria a disposizione della provincia di Avellino.

Presidente Taccone, perché è così importante la formazione e il lavoro dell’equipe di neurochirurgia diretta dal dott. Musso?

«Fino ad oggi, i pazienti con patologie di interesse neurochirurgico sia craniche che spinali, erano costrette a rivolgersi a strutture specializzate presso altre provincie o, addirittura, in altre regioni. Adesso, invece, la Clinica Santa Rita è in grado di offrire un servizio di primissimo piano sia dal punto di vista della specializzazione che della professionalità. Si tratta di un settore molto delicato, al limite fra l’ortopedia e la neurochirurgia che amplia e qualifica ulteriormente il settore ortopedico della nostra struttura. Uno dei nostri obiettivi primari, considerato che stiamo continuando a investire per migliorare la struttura e fare in modo che diventi punto di riferimento a livello regionale e nazionale».

Dottor Musso, quali sono le principali patologie che sarà possibile curare?

«A livello cranico sono oggetto di trattamento le patologie di natura traumatica, vascolare (MAV, aneurismi sanguinati e non sanguinanti), tumorale (gliomi, meningiomi, tumori secondari), nonché l’idrocefalo cronico dell’adulto sia con interventi di derivazione liquorale che con III ventricolocisternostimia neuroendoscopica.
A livello spinale l’equipe si dedica al trattamento delle patologie traumatiche (fratture / lussazioni), tumorali (lesioni vertebrali, tumori midollari), vascolari (fistole artero-venose durali) e degenerative».

Quindi si potrà intervenire in maniera diretta e risolutiva anche con le patologie degenerative?

«Certamente, tra le patologie degenerative vengono trattate l’ernia discale, la stenosi mono e plurisegmetaria del canale spinale, le instabilità con disallineamento vertebrale sul piano sagittale (olistesi), le deformità del rachide (scoliosi degenerativa).
I trattamenti spesso prevedono l’uso di dispositivi protesici sia rigidi (viti peduncolari, cage intersomatiche introdotte con approccio PLIF o TLIF, artrodesi interlaminare (Ilif o interlaminar instrumented fusion), Transone, che dinamici, come i distruttori interspinosi, con particolare riferimento al Diam (Medtronic®), le protesi discali mobili sia cervicali che lombari».

Quali sono i trattamenti e le procedure che saranno utilizzate?

«A fianco delle tradizionali procedure di decompressione microchirurgica con laminectomia e di rimozione di ernia discale, è stata dato molto spazio alla chirurgica strumentata del rachide cervico-dorso-lombare, con notevole sviluppo delle metodiche di decompressione e recalibraggio con approcci mini-invasivi, meno demolitivi per le strutture osteo-articolari, e delle tecniche di artrodesi con sistemi percutanei».

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto più prettamente chirurgico?

«Avremo la possibilità di effettuare sia approcci chirurgici di tipo tradizionale che mini invasivi, in questo caso utilizzeremo lo strumentario percutaneo, che consentirà di operare e garantire tempi di recupero molto più rapidi per il paziente».

Presidente Taccone, da quanti membri è composta l’equipe che si occuperà di queste patologie?

«Oltre al dottor Musso, che è il responsabile, ci sono quattro aiuti di neurochirurgia con ottima esperienza nel campo del trattamento delle patologie degenerative e traumatiche del rachide. Insomma un’offerta di primissimo piano, che sarà in grado di garantire livelli assistenziali e di cura altissimi che, attualmente, nessuna struttura nella nostra provincia, è in grado di offrire».

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