Dello Russo: il sindaco Carullo deve dare nuovo slancio al Comune

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dello-russo-2«Il Sindaco dovrebbe dare uno slancio maggiore all’azione dell’Amministrazione comunale, perché stiamo vivendo una sorta di celebrazione del passato che ci sta paralizzando: in questo modo rischiamo di perdere importanti occasioni legate all’Area Vasta e ai fondi regionali», così il consigliere delegato ai Servizi sociali del Comune di Mercogliano, Giacomo Dello Russo.

Insomma, mi pare di capire che l’Amministrazione comunale stia vivendo un momento di impasse gestionale?

«In effetti è così, non siamo attivi al cento per cento, manca entusiasmo e gioco di squadra: non lo dico io, ma i mercoglianesi e i dipendenti comunali che incontro quotidianamente».

Come mai?

«Sin dal giorno delle elezioni ho notato, con l’introduzione del voto di genere, una vera e propria corsa al protagonismo che ha penalizzato il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti come Amministrazione. Ci troviamo oggi con una squadra scarsamente amalgamata che non riesce a decidere su questioni importanti dell’Ente, rimandando tutto al Consiglio comunale».

In che modo dovrebbe intervenire il sindaco Carullo?

«Dovrebbe dare uno slancio in più alla squadra, senza farsi condizionare o bloccare dalle aspirazioni personali, insomma si dovrebbe guardare anche al dopo Amministrazione, giacché lui è al secondo mandato. Posso capire che c’è un po’ di stanchezza, meno entusiasmo rispetto al passato, però in questo momento ci sono le potenzialità per lavorare al meglio e rianciare l’azione amministrativa».

Ritiene che questa situazione possa influenzare negativamente l’azione dell’Amministrazione nell’ambito dell’Area Vasta?

«Al momento possiamo parlare soltanto di timidi passi, come le piste ciclabili, il turismo religioso di Montevergine o il circuito dei castelli e dell’anfiteatro, ma nulla di realmente concreto anche per quanto riguarda le progettualità dei fondi di rotazione. Sono preoccupato che le vicissitudini amministrative possano comportare dei ritardi irrecuperabili per il nostro territorio».

A Mercogliano, così come in tanti comuni limitrofi, c’è una maggiore richiesta di assistenza sociale: in che modo la progettualità legata all’Area Vasta potrebbe intervenire?

«Sicuramente nell’ambito delle scuole e dei centri dell’infanzia: c’è una necessità di una gestione diversa e più oculata delle strutture e dell’organizzazione, magari inserendo le sezioni “primavera” come abbiamo fatto a Mercogliano. E poi è necessario un attento monitoraggio delle famiglie per capire come sfruttare i fondi del SIA (Sostegno per l’inclusione attiva, nda) che prevede una partecipazione attiva dei beneficiari dell’assistenza, piuttosto che un contributo a pioggia. Sarebbe interessante fare un discorso più ampio rispetto ai confini comunali per avviare degli interventi strutturati e specifici sul territorio».

A proposito di lavori socialmente utili, è favorevole al lavoro degli immigrati sul territorio nazionale e comunale?

«Sulla questione immigrati c’è un grosso errore di fondo, commesso dal Governo e dalla Prefettura: l’emergenza è stata affrontata senza coinvolgere il comune che invece avrebbe dovuto avere un ruolo da protagonista. Questa situazione non ha permesso ai Comuni di svolgere un ruolo attivo di coinvolgimento, tagliati fuori da cooperative non del territorio, come invece avvenuto nell’Alta Irpinia. A Mercogliano, ad esempio, c’è una struttura di Poggiomarino che gestisce case private con gli immigrati, mentre l’Amministrazione ha un ruolo marginale e alcune associazioni locali sono addirittura in conflitto con le cooperative. Il Prefetto, anche su mia segnalazione, ha promosso un protocollo intercomunale di collaborazione, ma restano le difficoltà oggettive».

 

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