La difficile eredità del Direttore Elio Parziale

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melchionne ritaRita Melchionne, avellinese, per otto anni alla guida dell’Istituto scolastico di Chiusano San Domenico, è il nuovo dirigente dell’Istituto comprensivo scolastico “De Amicis – Masi”.

La incontro nella sua stanza, al secondo piano dell’edificio di via Roma, nella stessa stanza che fu di Elio Parziale, l’amatissimo direttore atripaldese strappato alla vita da un crudele e improvviso infarto lo scorso gennaio. Determinata e spigliata, del direttore ha lo stesso temperamento e la stessa passione e, fiera e orgogliosa, ne conserva il ricordo e la lezione.

Nel suo “primo giorno di scuola”, infatti, ha telefonato alla professoressa Teresa Aquino (moglie di Elio, nda), «perché sentivo che era la cosa giusta da fare per chi, come me e come Elio, vive la scuola non come un lavoro ma come una passione al servizio dei bambini e del territorio».

Primi giorni frenetici, in un nuovo istituto, con tante responsabilità e un’eredità pesante…

«Vivo il mio lavoro con determinazione e passione, una sorta di sfida con me stessa, consapevole che a Scuola si formano le nuove generazioni. Sto cercando di conoscere l’ambiente, il territorio e le persone, consapevole che non sarà facile continuare l’opera del direttore Parziale. Ma ho le mie idee e le mie consapevolezze: lavoro di gruppo, dedizione e rispetto dei ruoli»

Partiamo dalla sicurezza dei plessi scolastici: dopo il sopralluogo di venerdì scorso, com’è la situazione attuale e come sarà in futuro?

«Abbiamo fatto un sopralluogo con i rappresentanti e i tecnici scolastici in tutte le sedi, soffermandoci in particolare agli edifici della Collodi, della Masi e della San Giacomo: in queste ultime due sono praticamente terminati i lavori finanziati dal Ministero della Pubblica Istruzione. Si tratta di importanti interventi realizzati dalla gestione del direttore Parziale che ho potuto capire e apprezzare meglio, visitando direttamente i luoghi, piuttosto che guardare le carte. Voglio sottolineare anche la grande presenza e lo spirito di collaborazione che si è instaurato con l’Amministrazione comunale che è stata sempre solerte a rispondere ogni volta che ho ravvisato un problema che riguardava la sicurezza».

Uno dei capitoli più spinosi resta quello della gestione e dell’utilizzo delle palestre scolastiche…

«In effetti è vero, l’argomento è sempre spinoso perché coinvolge strutture che sono una risorsa del territorio e come tali devono essere al sevizio della comunità, ma solo attraverso una ferrea disciplina e un’attenta organizzazione. Personalmente sono favorevolissima al loro utilizzo da parte di associazioni sportive che possano offrire ai ragazzi alternative diverse a quelle di stare in strada, ma è indispensabile disciplinarne l’utilizzo e inculcare un senso di appartenenza alla struttura stessa. Per agevolare questo processo, ho delegato un ex insegnante di educazione motoria alla gestione delle palestre scolastiche. Si tratta di una figura ibrida a metà tra segreteria e docenti, spesso utilizzata in maniera parziale e poco proficua nelle biblioteche e avrà il compito di coordinare l’utilizzo e la gestione delle palestre afferenti alla nostra Scuola, partendo dalla presenza del materiale necessario, passando per la pulizia, l’ordine e la manutenzione. Questo docente sarà anche l’interfaccia con il Comune, il Provveditorato e con il Coni.

A proposito di palestre, qual è la situazione della struttura della Masi?

La palestra è stata ripulita e gli studenti l’hanno già utilizzata. La ditta incaricata sta ultimando dei lavori, tra cui il riposizionamento delle porte di sicurezza, grazie alla collaborazione dell’architetto De Venezia, Presidente del Consiglio d’istituto, in modo da fungere anche da uscite di sicurezza e antipanico. Restano ancora le inferriate per la scala di sicurezza, i vetri sulle porte e piccoli interventi di manutenzione, ma tutto sommato siamo a buon punto. Il problema che mi sta molto cuore è l’accesso della palestra ai disabili, ma anche in questo caso è previsto il montaggio di un montascale che ne consentirà l’ingresso.

Per quanto tempo resterà ragionevolmente chiusa la Materna di via Adamo?

«Non nascondo che questa vicenda mi ha fatto perdere più di un’ora di sonno. Ritrovarsi a inizio anno con questa patata bollente e dover dare una risposta in poco tempo non è stato facile. Sin da subito, ci siamo attivati per evitare che l’ Amministrazione comunale e quindi tutto il territorio perdesse un finanziamento che sarebbe stato difficile, quasi impossibile riavere. Abbiamo valutato tante ipotesi, tenendo in considerazione innanzitutto la sicurezza dei bambini e la scelta è caduta su alcune aule inutilizzate della scuola media. Sono consapevole che lo spazio è limitato, ma le rassicurazioni sull’ultimazione dei lavori entro dicembre ha reso il trasloco meno doloroso, grazie anche alla preziosa collaborazione e comprensione dei genitori che ringrazio vivamente. La situazione attuale, ovviamente, non è ottimale, ma spero di poter tornare a gennaio in una scuola rinnovata e più grande, anche se ho qualche perplessità sui tempi, perché non c’è certezza sui tempi dei ricorsi giudiziari in atto».

Intanto, nell’edificio di via De Curtis, si registrano nuove infiltrazioni…

«Si tratta di un problema di vecchia data, già individuato nel corso dei miei sopralluoghi con l’Ufficio tecnico che ha già elaborato un cronoprogramma di interventi in primavera. A causa dei recenti nubifragi, le infiltrazioni si sono aggravate, ma sono state tamponante da un intervento di massima urgenza, con la copertura dei lucernai da dove entrava l’acqua. Questi cappucci momentanei stanno tamponando il problema in attesa dei lavori di primavera».

Ha avuto modo di incontrare i rappresentati dei genitori, le associazioni sul territorio e le Istituzioni? Che impressione ne ha avuto?

«La mia porta è stata e sarà sempre aperta a tutti. Amo il confronto viso a viso e mi piace discutere alla ricerca della soluzione migliore, piuttosto che procrastinare il problema. Abbiamo fatto da poco le elezioni e ovviamente non conosco tutti i genitori, anche se devo dire che nei primi incontri ho riscontrato supporto e collaborazione. Un comitato di genitori mi ha avanzato alcune richieste che ho accettato ben volentieri, così come la loro presenza nella scuola: insieme possiamo garantire un’offerta formativa più completa e forte.

Ho incontrato, inoltre, molte associazioni sul territorio grazie alla mediazione della delegata alla Pubblica Istruzione del Comune. Ho voluto ascoltare le loro idee e suggerimenti e sono in attesa di un report che raccolga le proposte che saranno calendarizzate e interfacciate con il nostro Pof e con la nostra offerta formativa. È stato un modo per farmi conoscere e far conoscere la direzione in cui va la scuola che ha il dovere di aprirsi al territorio».

Quest’anno il fenomeno della pediculosi è stato ed è ancora presente soprattutto nella Primaria di via Roma: come lo ha affrontato e cosa pensa di fare?

«Dopo alcune sollecitazioni dalla media e dalla Primaria, avevo inviato una generica richiesta all’Asl ma mi sono resa subito conto che i numeri (gli alunni sono circa 1400) erano talmente elevati da richiederne una gestione differente. Ho inviato una circolare a tutti i genitori affinché rispettassero le principali regole igieniche e di prevenzione, intensificando i controlli soprattutto del cuoio capelluto dei bambini. A oggi non ho ricevuto particolari segnalazioni, se non quella di una singola classe, anche se sono convinta che il fenomeno potrebbe essere più esteso, nella quale ho chiesto un intervento immediato e accurato dell’Asl. La Scuola, intanto, continuerà un’attenta attività di monitoraggio».

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